Complicanze degli attacchi di panico

Col ripetersi degli attacchi di panico compaiono una serie di complicazioni.
  1. Assai spesso si ha ipocondria, consistente nella preoccupazione di avere una grave malattia fisica (ad es. cardiaca). Per tale motivo è molto frequente il ricorso a visite specialistiche ripetute (dal cardiologo, dall'otorino, dal neurologo), ad accertamenti vari (ECG, ecografie, TAC, ecc.), spesso seguiti da diagnosi inesatte e fuorvianti.

  2. Col passare del tempo, la persona va incontro ad uno stato di continua all'erta (ansia anticipatoria). Ciò porta all’evitamento di quelle situazioni sociali dove è più facile che si possa verificare l'attacco (agorafobia). Il termine agorafobia deriva dal greco antico "agorà", che indicava la piazza del mercato e, quindi, i luoghi pubblici. In realtà, vengono evitati soprattutto quei posti, all’aperto o al chiuso, dai quali può essere difficile fuggire o ricevere soccorso in caso di difficoltà, quindi luoghi molto affollati come piazze, strade, locali, ecc., ma anche ascensori, mezzi di trasporto, autostrade, ecc. In certi casi i pazienti affetti da attacchi di panico con agorafobia non escono più di casa o riescono a farlo solo in compagnia di una persona che funge da "presenza rassicurante" (il partner, un familiare, un amico.)

  3. Oltre all'agorafobia, in molte persone affette da disturbo da attacchi di panico con agorafobia compare una depressione secondaria, per il senso di incapacità di risolvere il problema e lo scadimento della qualità della propria vita.

  4. Un’altra complicazione osservabile negli affetti da attacchi di panico è la dipendenza dai tranquillanti, assunti spesso in dosi crescenti. Meno frequente, ma molto dannoso, è l'abuso di alcolici o, a volte, di sostanze stupefacenti. Tutte queste sostanze vengono di solito prese per ridurre l'ansia anticipatoria o per fronteggiare le situazioni temute.